Ciliegie del Vesuvio

di Ettore Di Caterina

La coltivazione del ciliegio è concentrata soprattutto alle falde del Monte Somma dove è sicuramente presente, come tipologia colturale di rilievo, almeno sin dall’epoca della dominazione angioina.

Anche in questo caso, così come accade spesso sul Vesuvio a causa dei frequenti incroci spontanei, si è in presenza di una moltitudine di cultivar che, nella congiuntura specifica, non sono state ancora del tutto censite.

Tulle le varietà presenti sono comunque suddivise in due categorie principali: le Tenerine e le Duracine. Nella predetta moltitudine primeggiano, in ogni caso, la Ciliegia Malizia e la Ciliegia Del Monte.

La prima, che si presenta con un grosso frutto di colore rubino, polpa rossa consistente, succosa ed aromatica, si raccoglie a maggio ed è destinata soprattutto al mercato del fresco. E’ molto apprezzata anche dall’industria di trasformazione. Ciò in relazione all’intensità del colore che conferisce un’appetitosa colorazione (quasi nera, con riflessi rosso rubino) al prodotto finito.

La ciliegia Del Monte, anche conosciuta con il nome di Ciliegia di Montagna o Durona del Monte, è considerata la migliore tra le ciliegie da tavola campane. Si presenta anch’essa con frutti grossi, ma la colorazione di questi ultimi è giallo-rosata, su un lato e rossa, con punteggiatura gialla, sull’altro. Si tratta di una varietà più tardiva che si raccoglie tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. La polpa è chiara, molto succosa e soda fino ad essere quasi croccante. Notevole anche il profumo e il gradevole retrogusto acidulo